SWASH STORY
FASHION SWASH STORY
Il termine Swasher nato come sperimentazione non-convenzionale identifica oggi una nuova tipologia di fruitore moda che vuole essere attivo e partecipe nelle scelte delle maisons e che si sente libero di reinterpretare stili e modelli con la propria personalità. Come nella comunicazione siamo passati dallo spettatore passivo degli old media allo “spettattore” dei new media, oggi attraverso i mezzi social siamo passati dall’utente moda allo Swasher.
Origine del termine Swasher
In occasione della settimana della moda milanese “Milano Moda Donna 2010” è stato creato dalla Diamond Communication (www.diamondcommunication.it) il primo Fashion Swash un evento non convenzionale organizzato allo scopo di evidenziare il ruolo da protagonista che l’utente moda sta aquisendo attraverso i media 2.0.
Il nome di questa tipologia di evento rappresenta un format ibrido tra FASHION SWAP e FLASH MOB, le due innovative tendenze di gruppo che stanno spopolando ormai anche in Italia; l’evento prevedeva di indossare qualcosa di viola, portare un capo seminuovo da scambiare (in perfetto spirito eco-chic) e di realizzare lo scambio con altri Swashers in 10 minuti a ritmo di una musica inedita creata ad hoc per l’occasione! La sperimentazione FASHION SWASH, comunicata solo attraverso Facebook in soli 10 gg. ha riscosso molto successo all’interno della community, come confermato dalle pubblicazioni avvenute liberamente sui media e dai molti utenti che hanno appoggiato l’iniziativa.
In seguito all’evento è stata pubblicata la prima ricerca relativa all’andamento delle relazioni tra utenti e brand moda sui social media Diamond Fashion Research 2010, scaricabile integralmente dal sito www.diamondcommunication.it
